Glossario dei termini italiani della nautica

Per la stesura del presente glossario si è fatto riferimento a Basile (2009) e Fleck (2013).

 

Allunga di poppa: elemento della struttura longitudinale di un’imbarcazione con slancio poppiero cui è vincolato lo specchio di poppa e che costituisce il prolungamento della chiglia dopo il dritto di poppa.

Anguilla: elemento longitudinale di uno scafo solitamente posto a collegamento dei mezzi-bagli e a sostegno di sovrastrutture della coperta.

Armamento: vedi armo.

Armo: attrezzatura di un’imbarcazione a vela.

Armo alla tarchia: armo costituito da una vela di forma quadrilatera, col vertice superiore poppiero molto acuminato tenuto disteso da un’asta disposta diagonalmente alla vela che poggia sul piede dell’albero.

Armo aurico: armo caratterizzato da una vela (detta aurica) a forma trapezoidale issata superiormente su un’asta inclinata (il picco), inferita per l’altezza sull’albero, e trattenuta in basso dal boma.

Armo a cutter: armo tipico di imbarcazioni con un solo albero e 2 fiocchi prodieri.

Armo frazionato: armo in cui la superficie velica è divisa tra due o più alberi.

Armo in legno: armo costituito da alberi, boma, picchi e bompresso interamente costruiti in legno.

Armo velico: riferito alle imbarcazioni a vela indica il tipo di alberatura e velatura della quale queste sono dotate.

Baglio: elemento strutturale a sostegno della coperta nelle imbarcazioni in legno. Collegano le murate dello scafo e sono disposti in corrispondenza di ciascun’ordinata (non su tutte le costruzioni) perpendicolarmente all’asse longitudinale della nave.

Baglio massimo: baglio avente la maggior larghezza dell'imbarcazione (corrispondente alla massima sezione trasversale).

Barra: asta di legno o ferro collegata alla parte superiore della pala del timone che agisce come una leva di primo grado per il governo dell’imbarcazione.

Battura: scanalatura praticata sul lato di una struttura per incastrarvi una seconda struttura. È detta anche “battuta”. Specificamente il termine è usato per indicare l’incavo realizzato lungo la chiglia per appoggiarvi il fasciame.

Boccaporto: apertura praticata sui ponti delle imbarcazioni per lo stivaggio delle merci. Quando l’apertura è composta da uno stretto passaggio in coperta per l’accesso alla cala vele o in una cabina, prende il nome di “passo d’uomo”; se la copertura del boccaporto o del passo d’uomo è vetrata, prende il nome di “osteriggio”.

Bolzone: freccia della curvatura superiore di un baglio.

Boma: antenna (asta) su cui è inferito il lato inferiore delle vele quadre e della randa.

Bompresso: componente dell’armo in posizione quasi orizzontale presente all'estrema prua di alcuni tipi di imbarcazioni. Il bompresso è ancorato, per la sua parte poppiera, in coperta e tenuto in posizione da sartiame detto briglie e venti e serve a infierire vele prodiere di maggiori dimensioni.

Bordo libero: detto anche “bordo franco”, è la parte di scafo di un galleggiante che in stato di quiete emerge dalle acque.

Bozzellame: insieme dei bozzelli di un’imbarcazione, costituiti da carrucole, prevalentemente utilizzati per la manovra delle vele.

Bracciolo: rinforzo a profilo angolare di congiunzione di elementi ortogonali. È usato, per esempio, tra i bagli e le costole per accrescerne la rigidità strutturale.

Calafataggio: tecnica di impermeabilizzazione dell'opera viva e dell'opera morta (compreso il ponte) di un’imbarcazione per assicurare la tenuta all'acqua delle superfici. Il calafataggio è realizzato con stoppa o cotonina e stucco o pece posti nei comenti tra le tavole.

Candeliere: asta verticale, per lo più metallica, infissa, a dritta e sinistra, ai due estremi della coperta che sostiene le draglie costituendo la battagliola.

Catboat: imbarcazione a vela di grande larghezza in rapporto alla lunghezza, caratterizzata da un albero posto molto a prua e attrezzato con una sola randa.

Cavallino: curvatura longitudinale della coperta, da prua a poppa, con i due estremi alti e l’abbassamento (o l’innalzamento se il cavallino è rovescio) al centro barca, detta anche «insellatura». Se la curvatura al centro barca è concava il cavallino si dice «dritto»; se convessa il cavallino è detto “al rovescio”.

Celino: superficie interna del rivestimento di coperta e tuga.

Chiglia: trave molto robusta (in legno o ferro) di adeguata sezione che corre da prua a poppa. La chiglia costituisce l’elemento fondamentale di uno scafo, su cui disporre le ordinate sulle quali si pone il fasciame. La chiglia s’innesta solidamente con il dritto di prua e il dritto di poppa.

Chiglia lunga: modo d'identificare le imbarcazioni caratterizzate da una pinna di deriva profonda e dalla grande superficie.

Cinta: il corso superiore del fasciame su ciascun fianco dello scafo. Il nome è attribuito anche a più corsi quando si vuole identificare la zona superiore dello scafo.

Comento: piccolissimo spazio esistente fra un corso di fasciame e l’altro riempito con il calafataggio. Assegna il nome anche allo spazio tra le doghe della coperta sigillate fra loro con materiale gommoso impermeabile.

Comenti incollati: costruzione in cui le tavole in legno sono incollate tra loro lungo i bordi.

Contro dritto: rinforzo del dritto di poppa o di prora (contro-dritto di poppa e di prua) presente negli scafi in legno, chiamato anche “controruota”.

Contro torello: corso di fasciame immediatamente vicino al torello.

Coperta: ponte superiore della nave che si estende da prua a poppa chiudendo lo scafo e che si appoggia sui bagli.

Corso del fasciame: inteso come “corso di fasciame” indica negli scafi in legno ogni fila di tavole che si estende su ambo i lati dalla chiglia al ponte. In alcune imbarcazioni alcuni corsi di fasciame esterno sono maggiorati in spessore rispetto agli altri superiori e assumono nomi diversi come cinta, torello. Il termine è usato anche negli scafi in ferro per indicare ciascuna fila di lamiere saldate o chiodate fra loro.

Costolatura: complesso delle costole (impropriamente dette ordinate) di uno scafo.

Cotonina: fibra di canapa intrecciata dallo spessore variabile che s’inserisce fra i comenti del fasciame per impermeabilizzare lo scafo realizzando il calafataggio.

Crocette: struttura simmetrica disposta a dritta e sinistra degli alberi in modo da formare una piccola croce. La loro funzione è dunque quella di contrastare il carico di punta e le relative deformazioni gravanti, per via dalla tensione delle sartie e dai carichi delle vele in fase di navigazione, sull’albero.

Deriva: lama mobile di vario materiale che fuoriesce dalla carena di un’imbarcazione a vela allo scopo di opporsi allo scarroccio (movimento laterale di un’imbarcazione causato dal vento che la investe con un angolo più o meno ampio dalla prua).

Dislocamento: il peso della massa d’acqua spostata da un galleggiante che è pari a quello del galleggiante stesso secondo il principio di Archimede.

Doga: striscia di legno che costituisce generalmente il fasciame del ponte

Dormiente: robusta trave in legno disposta all’interno della nave al termine dello scafo dove si trova la giunzione con la coperta, con funzione di rinforzo strutturale. Il dormiente, che è sostanzialmente un corrente, può essere collegato a ciascun baglio tramite un bracciolo. Nelle barche di dimensioni maggiori è presente anche un “sotto-dormiente” di minori dimensioni; sul dormiente è fissato il trincarino.

Draglia: cavo d’acciaio issato sui candelieri che compongono la battagliola.

Dritto di poppa: struttura della poppa realizzata in un solo pezzo di legno o profilato metallico.

Fasciame: nelle navi in legno è l’insieme delle assi vincolate alle costole che ricoprono l’ossatura dello scafo e lo rendono idoneo a galleggiare impedendo infiltrazioni di acqua. Se lo scafo è realizzato in compensato marino, è l’insieme dei vari pannelli di compensato prende il nome di fasciame. Nelle navi in ferro è l’insieme delle lamiere in metallo (alluminio, ferro, acciaio) posizionate tramite saldatura o chiodatura e assicurate anch’esse alle costole con la medesima funzione del fasciame in legno. Prende il nome di fasciame anche il legno o il materiale metallico disposto sulla coperta (fasciame di coperta). Negli scafi in vetroresina non si può parlare di fasciame.

Fasciame a clinker: fasciame privo di comenti i cui corsi sono uniti tramite rivettatura lungo i bordi longitudinali sovrapposti.

Fasciame incollato: fasciame i cui corsi sono incollati lungo i bordi.

Fasciame calafatato: fasciame i cui comenti tra i corsi sono sigillati con cotonina, stoppa e mastici di vario tipo (pece, sigillante poliuretanico etc.).

Fasciame del ponte: fasciame che riveste i bagli di un’imbarcazione.

Fasciame lamellare: fasciame costituito da più strati sottili di legno incollati tra loro.

Fasciame massello: fasciame i cui corsi sono in legno massello.

Ferramenta di coperta: accessori metallici presenti a bordo, particolarmente le attrezzature dedicate alle manovre.

Ferramenta di vincolo: accessori metallici come viti, perni, bulloni, barre filettate o chiodi utilizzati per congiungere due o più parti in legno di scafo e coperta dell’imbarcazione.

Ginocchio: è la zona di scafo che raccorda il fondo dello scafo con la murata, a dritta e a sinistra.

Imbarcazione a spigolo: si dice delle carene tipiche di scafi che non presentano sezioni curviformi ma caratterizzate da uno o più spigoli accentuati.

Immersione: detta anche pescaggio, è la distanza verticale fra il punto più basso della chiglia e il piano di galleggiamento dell'imbarcazione.

Impavesata: parte di murata che continua oltre il ponte di coperta creata per la protezione della coperta e di chi vi manovra sopra .

Incavigliatura: sistema di vincolo per mezzo di perni in legno utilizzati prima dell'invenzione delle ferramenta metalliche.

Ketch: imbarcazione attrezzata con due alberi dei quali il maggiore è posizionato a proravia del centro barca e il minore è posizionato poco a proravia dell'asse del timone.

Lastre di fodera antivegetativa: lastre generalmente in rame, un tempo utilizzate per ricoprire le carene delle imbarcazioni con effetto antivegetativo allo scopo di preservare le carene stesse dall'aggressione biologica.

Linea di massimo carico: è una linea tracciata in una zona dello scafo a stabilire il limite massimo di immersione per un'imbarcazione.

Linee d'acqua: insieme di linee di sezione e di profilo che nel disegno tecnico di un'imbarcazione descrivono le forme dello scafo stesso.

Losca del timone: il punto di passaggio dell’asse del timone nella struttura longitudinale dell’imbarcazione.

Lunghezza fuori tutto: lunghezza di un’imbarcazione misurata tra i punti estremi della prua e della poppa.

Madiere: parte della struttura trasversale inferiore dello scafo congiunta stabilmente alla chiglia su cui s’innestano o sono affiancate le costole.

Maestro d'ascia: artigiano specializzato nella costruzione navale in legno abilitato alla realizzazione di imbarcazioni fino ai 24 metri di lunghezza.

Manica a vento: detta anche presa d’aria, è una struttura metallica che s’erge sulla coperta o da una sovrastruttura di questa, per consentire l’aerazione del locale sottostante. La struttura metallica ha forma cilindrica, e alla sua sommità è posizionata una cupola girevole per impedire l’ingresso dell’acqua nella navigazione con mare formato e imbarcazione sbandata.

Manovre parancate: vedi paranco.

Marcatura CE: contrassegno che indica la conformità di un prodotto a tutti gli obblighi che incombono sui fabbricanti dei beni in termini di qualità dei materiali e di assemblaggio.

Mezzo-baglio: baglio di coperta interrotto dalla presenza di sovrastrutture o aperture (boccaporti) in coperta.

Monoscafo: imbarcazione con unico scafo, a differenza dei catamarani caratterizzati dalla presenza di due scafi simmetrici e dai trimarani costituiti da uno scafo centrale e due laterali di minore dimensione.

Monotipo: imbarcazione da regata facente parte di una Classe da competizione i cui paramenti dimensionali, costruttivi e di dislocamento sono rigidamente fissati dal comitato di classe e possono presentare minime differenze tra le diverse barche.

Ombrinale: foro praticato lungo la murata del ponte di coperta, a filo con questa, per il deflusso delle acque. Ombrinali sono collocati anche sul fondo del pozzetto.

Opera morta: la parte emersa dello scafo, dalla linea di galleggiamento sino alla coperta.

Opera viva: parte dello scafo a perenne contatto con l’acqua dall’estremità inferiore sino alla linea di galleggiamento.

Ordinata: ciascuna delle varie sezioni trasversali di uno scafo che, disegnate insieme, costituiscono il piano trasversale di costruzione. Il termine nel linguaggio comune è spesso utilizzato per definire le strutture dell'ossatura simmetriche (a destra e a sinistra) su cui si appoggia il fasciame ossatura insieme degli elementi strutturali della costruzione classica di uno scafo.

Osteriggio: chiusura trasparente, su intelaiatura in legno, dei boccaporti di coperta. Solitamente è spiovente su due lati, e si può tenere anche parzialmente aperta per dare luce e aria ai locali.

Palella: incastro utilizzato nelle costruzioni in legno per unire due pezzi del medesimo spessore.

Paramezzale: struttura di rinforzo della chiglia; elemento presente negli scafi in legno e lamiera, costituito da robuste travi longitudinali disposte lungo la chiglia connessa trasversalmente ai madieri per costituire una solida ossatura.

Passacavo: apertura di forma circolare o ellittica praticata lungo l'impavesata per il passaggio di cavi di ormeggio e tonneggio. Il nome è genericamente dato anche a ferramenta di coperta con la stessa funzione (bocca di rancio e golfare).

Perni a ribadire: ferramenta, solitamente realizzate in rame, costituite da perni di sezione quadrata che, a seguito della loro installazione passante all'interno di strutture, sono troncati e ribattuti su una rondella al fine di evitare la loro fuoriuscita dalle strutture stesse.

Perni ribaditi: vedi perni a ribadire.

Pescaggio: distanza verticale fra la linea di galleggiamento e la chiglia della nave: vedi anche immersione.

Piano di coperta: rappresentazione grafica della coperta di un’imbarcazione con indicate le sovrastrutture e la posizione della ferramenta. Il termine è anche utilizzato per indicare genericamente la disposizione delle manovre, del pozzetto e delle tughe in un'imbarcazione.

Piano velico: rappresentazione grafica della superficie velica progettata per uno scafo, rappresentante gli alberi e le vele, le sartie e le manovre previste.

Picco: l'asta alla quale è inferito il lato superiore della randa nell'armo aurico.

Pilot cutter: tipica imbarcazione utilizzata nel passato per il pilotaggio, ossia per l'assistenza nella fasi d'entrata nei porti alla navi.

Ponte di coperta: struttura orizzontale, piana o a curvatura, che corre da prua a poppa dell'imbarcazione chiudendo superiormente lo scafo.

Poppa: la parte posteriore dello scafo di un’imbarcazione.

Poppa a canoa: caratteristica tipologia di poppa delle imbarcazioni scandinave in cui lo scafo non termina tronco, in uno specchio di poppa, ma le due murate proseguono stringendosi fino a unirsi.

Poppa a specchio: tipologia di poppa in cui lo scafo termina con una struttura piana di raccordo tra le due metà dello scafo stesso.

Poppa alla norvegese: vedi poppa a canoa.

Pozzetto: zona della ponte delle imbarcazioni in cui generalmente si trova un abbassamento della coperta in cui sono alloggiate due panche laterali dove trova posto il timoniere e i manovratori.

Presa a mare: apertura praticata lungo lo scafo, sotto la linea di galleggiamento, per prelevare e scaricare l’acqua per le esigenze di bordo, come il raffreddamento dell’apparato motore o la pulizia di ambienti igienici.

Prigionieri: perni o barre filettate passanti tra la struttura della chiglia e la zavorra metallica. La loro funzione è il sorreggere il peso della zavorra e mantenerla ancorata allo scafo.

Prua: la parte anteriore di uno scafo chiamata anche «prora»: quest’ultimo termine, singolo o composto, indica la locazione di un oggetto o la direzione dello scafo.

Prua a clipper: prua caratterizzata da una curvatura rovescia rispetto alle prue convenzionali, caratterizzata da un notevole allungamento della zona prodiera dell’imbarcazione.

Prua a cucchiaio: prua caratterizzata da un raggio di curvatura variabile e minore verso la parte mediana-superiore della ruota di prua.

Prua a piombo: tipica prua frequente nei cutter inglesi dell'800 perfettamente verticale sul piano di galleggiamento.

Pulpito: sostegno in legno o materiale metallico (alluminio o acciaio inox) disposto a prua e poppa delle imbarcazioni che non presentano un parapetto o qualsiasi altro sostegno idoneo al riparo della persona durante le operazioni delle manovre correnti con mare formato. Il pulpito è propriamente quello collocato a prua delle imbarcazioni, mentre quello di poppa, spesso detto anch’esso pulpito, ha il nome più proprio di balcone.

Quartabono: angolo da riportare sulle ordinate per consentire al fasciame di combaciare e appoggiarsi con la sua intera superficie interna su tutta la larghezza delle ordinate stesse.

Rotaie del genoa: rotaia per lo scorrimento dei bozzelli del genoa utili alla regolazione della vela.

Ruota di poppa: struttura della poppa realizzata in un solo pezzo di legno o profilato metallico.

Ruota di prua: struttura della prua realizzata in un solo pezzo di legno o profilato metallico.

Sartiame (o sartie): cavi metallici che sorreggono le alberature di una imbarcazione.

Schooner: imbarcazione originaria dell'America del nord con armo a due alberi dei quali quello più a poppa è di maggiori dimensioni di quello prodiero.

Sentina: parte inferiore interna dello scafo di una imbarcazione sotto il piano di calpestio dove si depositano acque dovute a eventuali infiltrazioni, condense, sversamenti di carburante e lubrificanti.

Serretta: listello in legno di adeguate dimensioni, interno allo scafo che ricopre e collega l’ossatura trasversale sulla quale è vincolato il fasciame esterno degli scafi in legno.

Sezione maestra: sezione massima di una imbarcazione corrispondente alla massima ordinata, detta anche parte maestra.

Sharpie: tipica imbarcazione della zona della baia di Chesapeake a basso pescaggio utilizzata spesso per diporto.

Sistemi di ancoraggio: insieme delle attrezzature per vincolare l'imbarcazione al fondale marino.

Skeg: nelle barche a vela è un pronunciamento della chiglia posto immediatamente a proravia del timone che è assicurato su questo, per rendere più efficienti i suoi effetti idrodinamici e garantire maggiore robustezza alla zona.

Skipjack: tipica imbarcazione della baia di Chesapeake a fondo piatto e basso pescaggio per la pesca alle ostriche.

Specchio di poppa: la parte posteriore ed esterna dello scafo di collegamento tra le due metà dello scafo stesso, a geometria verticale o inclinata a seconda del tipo d’imbarcazione.

Stoppa: fibra vegetale ottenuta dalla filatura della canapa, usata in passato come sostituto della cotonina.

Stortame: tipologia di legname con curvature date da fattori di crescita del tronco e dei suoi rami nel quale la curvatura stessa della fibra è sfruttata per la realizzazione di elementi strutturali curvi.

Strip planking: tipologia di fasciame di rivestimento dell’ossatura di un’imbarcazione realizzato con listelli di altezza limitata e per questo di non difficile realizzazione.

Superficie velica: l’area massima della velatura di un’imbarcazione, espressa in metri quadrati. Sulle imbarcazioni a vela sono generalmente considerati il genoa e la randa come vele da crociera, escludendo lo spinnaker.

Sverzatura (dei comenti): pratica eseguita in interventi di consolidamento degli scafi in fasciame calafatato che implica la fresatura dei comenti e l’inserimento di listelli incollati con resina.

Tambuccio: apertura presente in coperta o sulla tuga che dà accesso al ponte sottostante o a una cabina.

Tangone: lunga asta murata sull’albero che sostiene fuori bordo il punto di scotta dello spinnaker impedendogli di alzarsi e consentendo le necessarie manovre.

Tenditore: supporto meccanico a vite realizzato per tendere un cavo.

Timone: organo meccanico di governo di una imbarcazione composto di una o più pale di vario profilo e dimensioni incernierate a poppavia dell’elica. La rotazione della pala provoca la mutazione di rotta a dritta o sinistra.

Torello: il corso robusto di fasciame del fondo che negli scafi in legno corre ai lati della chiglia a dritta e sinistra concorrendo alla resistenza degli sforzi in senso longitudinale. I corsi immediatamente appresso si chiamano “contro-torelli”.

Trasto randa: un baglio o un supporto prossimo a questo o con esso solidale, dove è fissata la rotaia su cui scorre il carrello della randa. Il trasto può essere realizzato anche da una semplice struttura su cui è ancorato l’insieme delle manovre della randa.

Trincarino: elemento longitudinale di rinforzo degli scafi in legno posto alle estremità dei bagli. I trincarini sono corsi di fasciame del ponte di coperta, a dritta e sinistra dell'imbarcazione.

Tuga: parte rialzata dello scafo rispetto alla coperta che ospita la cabina.

Verricello: macchina azionata da forza manuale, elettrica o idraulica: piccolo argano usato per salpare le ancore, per tesare le scotte, per issare un carico a bordo, più noto come winch.

Winch: termine inglese ampiamente di uso che ha ormai soppiantato l’omonimo italiano di verricello.

Yawl: imbarcazione a vela con due alberi, con l’albero di mezzana posizionato a poppavia dell’asse del timone.

Zavorra: peso aggiuntivo posto in chiglia (dentro o fuori dello scafo a seconda del tipo di costruzione) oppure attaccato alla pinna di deriva: in questo caso assume il nome tecnico di bulbo.